Per l’interprete di Aldo Moro, Enzo Tortora– l’attore Fabrizo Gifuni – Orazio Costa “è stato uno dei più importanti uomini di teatro del Novecento europeo e ancora oggi da questo punto di vista non ha avuto la collocazione che meriterebbe”.
Il lavoro di Costa spinge “alla riconquista dell’istinto proteiforme che tutti noi esseri umani conserviamo fino ai 4, 5 anni e che poi perdiamo perché la scuola, la famiglia, la società iniziano a stringere le tenaglie”(dall’intervista a Repubblica del 12 aprile scorso).
Il 30 maggio scorso, nel giardino della Casa delle Letterature, Fabrizio Gifuni ha incontrato il pubblico assieme a Gilberto Scaramuzzo ed Elisabetta Proietti. Ad accogliere gli ospiti Simona Cives, Direttrice Istituzione Sistema Biblioteche e Centri Culturali di Roma Capitale


L’iniziativa, promossa dal Fondo Andrea Camilleri e dall’Università Roma Tre, in collaborazione con Biblioteche di Roma, conclude un ciclo di seminari realizzato con il sostegno di Fondazione Roma nell’anno del Centenario della nascita di Andrea Camilleri e dedicato al rapporto tra la poesia del giovane Camilleri e il “metodo mimico” elaborato da Costa per la formazione dell’attore.
L’intervista su Repubblica è di Fulvio Paloscia “Fabrizio Gifuni: “Io, attore bambino, evoco i fantasmi di Orazio Costa e Amleto”