Palermo, bambini in scena con Pirandello e Camilleri

C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega la grande letteratura siciliana, la memoria storica e le nuovissime generazioni. Questo filo quest’anno ha preso la forma di un progetto organico intitolato “Radici e voci di Sicilia: Il canto della terra “, ideato e realizzato dalle classi quinte dell’Istituto Comprensivo “Boccadifalco Tomasi di Lampedusa” di Palermo, fortemente sostenuto dalla Dirigente Scolastica Rosaria Inguanta.

Circa 52 alunni, coadiuvati con passione dal loro corpo docente, hanno voluto rendere un sentito omaggio al grande drammaturgo e scrittore Andrea Camilleri, mettendo in scena “Il vitalizio”, una celebre opera di Luigi Pirandello riadattata per il teatro proprio dalla sensibilità e dall’estro di Camilleri.

Un percorso corale tra recitazione, canto e danza

Il progetto – nato a seguito del centenario del 2025 e di un corso di formazione dedicato proprio alla scrittura di Andrea Camilleri – non si è limitato alla semplice messinscena, ma è stato il culmine di un vero e proprio viaggio didattico e multidisciplinare. Partendo dalla conoscenza approfondita dei due autori, dei legami storici e artistici che li univano e del comune, immenso amore per la propria terra, i ragazzi hanno sperimentato diverse forme d’espressione.

Lo spettacolo ha visto la straordinaria partecipazione del coro dell’Istituto, il “Coro del Gattopardo”, magistralmente diretto dalla professoressa Alba Lizio, che ha curato la parte musicale. La complessa macchina teatrale ha preso vita sul palco grazie al lavoro collaborativo delle insegnanti: la riscrittura dei testi è stata affidata all’insegnante Angela Gaudesi, che ha svolto un prezioso lavoro di mediazione linguistica e didattica: da un lato ha introdotto le sfumature del dialetto palermitano, dall’altro ha riadattato la complessità del testo per renderlo accessibile, stimolante e adatto all’età degli alunni, le ins. Maria Binaggia, Maria Lo Voi e Rosalia La Mantia hanno curato la parte scenica e la recitazione, mentre l’insegnante Emilia Sabatino ha guidato gli alunni nell’espressione corporea attraverso la danza. A fare da cornice visiva a questo racconto sono state le immagini realizzate dalle insegnanti Eleonora Tumminello, Fabiola Riccobono e Margherita Azzaretto. che si sono occupate con dedizione anche della pubblicità dell’evento, curando nei minimi dettagli la creazione dei biglietti d’invito. L’ins. Ilan Denaro ha curato la parte tecnica.

Il dialetto siciliano come patrimonio da preservare

La scelta di portare sul palco un testo pirandelliano nella versione teatrale proposta da Andrea Camilleri nasce da una precisa e forte motivazione pedagogica: offrire agli studenti non soltanto un’esperienza artistica e formativa, ma anche un’opportunità irripetibile per riflettere sul valore profondo delle varietà linguistiche diffuse in Sicilia.

Se Andrea Camilleri è una figura amatissima dal grande pubblico, specialmente per il successo planetario delle trasposizioni televisive legate al Commissario Montalbano, per la comunità scolastica siciliana rappresenta qualcosa di ancora più profondo. Attraverso il suo instancabile lavoro, Camilleri ha dimostrato che la parlata siciliana non è un semplice dialetto, ma un codice ricco di storia, espressività e dignità letteraria, riconosciuto dagli studiosi come parte fondamentale di un patrimonio culturale universale.

La scelta di questo testo ha permesso agli alunni di comprendere come la lingua siciliana sia uno strumento espressivo capace di trasmettere emozioni, identità e visioni del mondo che talvolta andrebbero perdute nella traduzione in italiano. Recitare queste parole ha significato per i bambini entrare in contatto diretto con le radici della propria terra e con una tradizione letteraria di immenso prestigio.

Educare al futuro custodendo il passato

In un’epoca dominata dalla globalizzazione, in cui molte lingue locali e tradizioni rischiano di essere dimenticate, la scuola ha avvertito il dovere fondamentale di educare le nuove generazioni alla conoscenza e alla valorizzazione della propria storia.

L’attività teatrale ha stimolato nei ragazzi una straordinaria partecipazione attiva, accendendo la loro curiosità e contribuendo a sviluppare rispetto e consapevolezza nei confronti della diversità linguistica. Interpretare “Il vitalizio” è stato, per l’I.C. Boccadifalco Tomasi di Lampedusa, il modo più autentico per comprendere che il siciliano non è solo un mezzo di comunicazione del passato, ma un patrimonio vivo da conoscere, rispettare e custodire con orgoglio per le future generazioni.