“Diri la testa”, “mi dici la testa e lu cori”, “mi dici la testa ca” sono documentate nei vocabolari siciliani.” Vale come “presagire”, “ho paura che”, “un animo mi dice che”. Presagio, presentimento, timore, tentazione, specie quando accompagnano il desiderio o il r fiuto di qualcosa, descrivono l’ambiguità di un certo animo siciliano, pur senza riuscire a coglierne, fino in fondo, l’essenza e gli aspetti positivi. Con Andrea Camilleri, non ci conoscevamo. Avevo letto una serie di suoi racconti molto spiritosi pubblicati sulla “Stampa”. E poi, di seguito, i suoi libri, a cominciare dal “Birraio di Preston”. Un giorno di due anni fa, per lavoro, combinammo di incontrarci. Roma, il cinema, la politica, giornali e televisione, la Sicilia (la sua e la mia), il teatrino delle nostre famiglie d’origine, e quindi le sue storie, i suoi personaggi, la sua scrittura: in un’afosa serata di luglio, parlammo fino a tardi di tutte queste cose. Fu proprio naturale, l’indomani, richiamarsi, scoprire di aver piacere di continuare la conversazione, decidere di registrarla, di trascriverla, forse di pubblicarla. La testa ci fece dire così”.
Così Marcello Sorgi introduceva nel 2000 il libro “La testa ci fa dire” pubblicato da Sellerio. In origine doveva essere un’intervista sul caso letterario “Camilleri”, ma l’incontro tra due siciliani e la forza delle loro personalità resero l’intervista qualcosa di diverso: un dialogo autentico, una vera conversazione a tutto campo su Roma, il cinema, la politica, giornali e televisione, la Sicilia, il “teatrino delle famiglie d’origine”, raccontava Sorgi…
La testa ci fa dire è il titolo dell’evento in programma a Stromboli il 12 agosto per i 100 anni di Camilleri: in calendario una conversazione tra Marcello Sorgi e Gianluca Verzelli e un concerto del duo Aeolian Strings.
La fotografia di Stromboli, ritratta da Giuseppe Leone nel 1968, è pubblicata online nel catalogo del patrimonio fotografico ICCD, fondo UNESCO.